A don Tonino Bello

Volevi il cielo solo tu! Quel cielo che emanavi dalle tue dita. Per me scrivevi sinfonie di gioia. Con la tua musica, ora, scavalco il cielo e galoppo l’universo. Un fiore può sbocciare anche senza il sole. Ho guidato l’alba, senza nascere dall’aurora. Rimango fuori dalla fornace degli errori. Amico, non ti carbonizzare di mode, dei nuovi idoli che hanno narici e non respirano. Hanno occhi e non vedono. Hanno orecchi e non ascoltano. Non hanno cuore, per amare. Non hanno spirito, per concepire.

Sia il treno di Sarajevo a portami via dal triangolo del tempo. Portami via, sotto il sole a piombo, dove nessuna ombra io possa vedere. Il cielo del tempo non mi basta più. Mi prenderò un po’ di te. Donami un po’ della complicità del tuo animo Allora mi vestirò di eternità. Aprimi quella parentesi infinita, che non si chiuderà mai. Quella parentesi ha le vele del tuo amore!

Liberami dal traffico degli sguardi, che mi blocca a venire da Cristo. Rinasco ogni giorno nel pane delle Sue mani. E’iniziato il mio ultimo viaggio. Non respirerò più un giorno. Non m’incanterà più un’aurora. Non bacerò più un fiore, perché io sarò giorno, io sarò aurora, io sarò fiore. Dipax. 

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