
Semina, Signore, nel mio cuore.
Nel terreno buono della mia vita.
No, non per strada,
dove tutti possono calpestare i chicchi di grano.
No, non ci sono sassi,
dove il grano germoglia
e secca sotto l’arida terra.
No, non ci sono rovi,
dove le spine soffocano il germoglio
appena spuntato.
Mi hai dato una terra buona,
dove produce il trenta, il sessanta e il cento.
Semina, Signore, mi ha dato
un cuore umile e fragile di amare.
Io cerco sempre Colui che mi dà la forza.
In Lui cerco la giustizia, in Lui cerco l’umiltà.
Quello che è stolto per il mondo,
lo ha scelto per confondere i sapienti;
quello che è debole per il mondo,
Dio lo ha scelto per confondere i forti;
quello che è ignobile e disprezzato per il mondo,
Dio lo ha scelto per confondere il nulla.
Nel vangelo Cristo ci esorta con le beatitudini:
I beati non sono i ricchi, ma i poveri,
perché ricchi di nutrirsi del cibo di vita eterna.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché le lacrime purificano gli occhi
e fanno assaporare lo splendore della vita.
Beati sono i miti,
capace di far splendere la gioia
in chi ti odia di rancore.
Beati sono gli affamati,
perché hanno fame di giustizia e di lealtà.
Beati sono i misericordiosi,
perché capaci di effondere letizia
in chi serpeggia di rancore.
Beati i puri di mente,
perché la mente pura fa splendere il corpo
di purezza e di vero amore.
Beati voi che operare la pace
nel mondo di guerre,
perché sarete colmi di tanta serenità.
Beati voi che operate la giustizia,
perché traboccherete di letizia
nel convertire i magistrati alla vera pace.
Io sono beato, perché ho sopportato
con silenzio il carcere a me dato.
E’ stato un dono meraviglioso,
perché mi ha purificato dai miei grossi peccati.
Ora il mio cuore è una basilica maggiore,
dove tu, Signore, puoi abitarci.
E’ l’uomo la vera casa del Signore,
anche colui che si nutre di stanchezza
e di cibo prelevato dai cassonetti.
Questo è il pane dei poveri,
non va buttato o calpestato.
Questo è il pane consacrato agli afflitti,
per nutrirsi di vera pace.
Quando il pane è pace, allora
ci saziamo di amore.
Ti consacro, Signore, nelle mie mani vuote
e grido con gioia:
annunciamo la tua morte, Signore,
proclamiamo la tua risurrezione,
nell’attesa della tua venuta.
Vieni presto Signore, da tanto tempo ti aspetto.
Il cuore è in ansia per te.
Non tardare, Signore,
anche il tempo è vuoto di te.
Riempi il mio attimo di te
e mi troverò nel tuo cuore.
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Paolo Turturro
