
Come paglia sarà bruciata l’ingiustizia.
Non resterà radice
e germoglio della violenza.
Per i giusti sorgerà
con raggi benefici il sole di giustizia.
Benedico il Signore
che la mente m’ispira
per questo immane
soffrire dei giusti.
E’ difficile perdonare se stessi.
Ti ho benedetto
con le mie mani povere e vuote.
Non avere paura della verità.
Essa stessa ti conduce
al dono del martirio.
E’ tempo di uscire dalla massoneria.
Non possono andare d’accordo i principi
di questa losca associazione
con il vangelo.
Non mi smarrisco
nel cammino dello spirito.
Sento l’affanno dei miei ultimi passi.
La volontà appartiene all’anima
e ti dà la forza di ardere di coraggio.
Il cielo ha bocciato la terra.
Ho avuto l’ardire di custodirla
nei miei occhi.
Mi sono vestito di alghe
per vivere con i coralli.
Io non sono un copione
che gli altri hanno scritto.
Io nasco ogni giorno,
come per incanto,
per comprendere
ciò che il giorno mi dona.
Nel vangelo Cristo ci esorta
ad avere fiducia nella giustizia.
Metteranno le mani su di voi.
Vi perseguiteranno, consegnandosi
alle prigioni, trascinandovi
davanti ai prepotenti.
Mettetevi questo in mente:
non preparate la vostra difesa.
Sarò io il vostro protettore.
Nemmeno un capello
del vostro capo sarà perduto.
Con la vostra perseveranza
salverete la vostra vita.
La poesia mi stimola con forza
e mi spinge a cambiare
ciò che ieri era sfatto.
E’ raro essere liberi
da se stessi,
liberi di perdonarsi.
Io sono distante
da tutto ciò che la mafia ha creato,
cioè dal sopruso e da denaro.
Il vangelo ci esorta alla libertà
e al canto della poesia.
Si è liberi nel vivere il vangelo.
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Paolo Turturro
