Camminiamo con il risorto

Riflessioni sulla II domenica di Pasqua.

Camminiamo con il Risorto

Dove l’avete posto? Chiede Maria al giardiniere.

Io l’aiuterò a risorgere. Dove può essere nascosto lo Spirito,

carissimo amico?

Si può nascondere dentro una frasca l’uomo? Fuggire fuori del mondo, come Ettore Majorana e i suoi ragazzi di via Panisperna.

Interrogativi eterni. Nessuno di noi può dare una risposta.

L’unica risposta è l’amore. Non finisce il mio amore per Cristo.

Non finisce il mio amore per Dio. Il cenacolo è il luogo dell’amore.

Là, Cristo ritorna. L’amore non si chiude mai. Il cenacolo di pietre non ci appartiene. Il nostro è di speranza. Il nostro è carne dello spirito.

Il nostro è sempre aperto. Oggi Gesù entra nella tua casa, a porte chiuse. Non abbiate paura del risorto, come i discepoli chiusi per paura dei giudei. Gesù entrò a porte chiuse e stette in mezzo a loro

e disse: Pace a voi.

Stette in mezzo a loro, in senso ellenico, è stare in mezzo a tutti, come il maestro a educare. Stette in mezzo a loro come il profeta che ha compiuto ogni sogno; come ogni padre che ama ed educa i figli.

Stette in mezzo a loro a sigillare nei loro cuori la pace per noi. La pace di Dio non finisce mai. E’ come un vento che apre sempre nuove primavere. Ancora una volta il mandorlo ci ritorna a vigilare la vita, la risurrezione.

Eppure non basta un annuncio a Tommaso per credere. Credere con un dito. Credere con la mano. Credere con vedere cose della terra, come i miracoli, come i prodigi e le apparizioni. No, Tommaso, no, amico la fede non è questa. Non basta un dito per credere. Non basta una mano sul fuoco per ardere di fede. Può una mano toccare il risorto? Su quale fuoco mettere la mano a giurare la risurrezione? Ancora Cristo ritorna e stette in mezzo a loro. Tommaso non è l’uomo dell’incredulità e ma osserva è il primo uomo ad affermare: Mio Signore e mio Dio. Anche tu nel tuo cuore hai gridato tante volte :Mio Signore e mio Dio. Questa sua affermazione ha fatto davvero una lunga strada fino ad ardere i nostri cuori. Stette in mezzo a loro e invita Tommaso: Metti nelle mie piaghe il tuo dito! Riscalda la tua mano nel mio costato. Ecco le mie stimmate! Vuoi che un dito sani le mie ferite? Vuoi che una mano soccorra Dio a risorgere? Vuoi provarci anche tu?

Forse per qualcuno la propria mano potrebbe essere ancora una lancia a lacerare Dio per non credere. Vuoi la mia vita? Eccola, è tutta per te! Ognuno di noi è un po’ Tommaso. Vogliamo credere con il dito del nostro minuto intelletto. Siamo malati di fede e vogliamo criticare e negare ancora la risurrezione. Affermiamo nella nostra mente di terra: Nessuno è ritornato da lassù e io non credo. Che scenda da lassù e noi crederemo. Oh! Non vi accorgete che tutto ciò è stato bestemmiato dai sommi sacerdoti? Dottori della legge e morti di cuore. Anch’io oggi sono un po’ Tommaso e grido; Dove sei, Signore, non ti vedo? Come non vedere la risurrezione del tuo amore in questi giorni, in cui la gente è solidale l’uno con l’altro? Io credo per amore. Credere è il germoglio della nuova creazione. Credere è il germoglio di una nuova chiesa, povera con i poveri, umile a cercare con umiltà il Risorto. No, non credo con un dito. No, non credo con una visione. No, non credo soltanto con la ragione. Io credo per amore. Il tuo amore, carissimo di Prima Radio, fa risorgere Cristo nella tua casa. Credere senza vedere. Credere senza toccare. Credere senza potere. Credere senza sicurezza, se non con la certezza del Cristo Risorto. Vorrei tanto che Cristo stesse in mezzo al mio cuore. Vorrei tanto che Cristo stesse in mezzo alla tua casa. Vorrei tanto, piccoli della pace, che Cristo fosse in mezzo a noi. La mia fede è uno spacca sassi dell’incredulità. In questo momento tutti noi siamo fermi e non vediamo l’ora di uscire e di fare. Non abbiamo limiti nella fede. Le uniche limitazioni che abbiamo, sono quelle che ce le poniamo noi stessi. Ancora una volta quel macigno della nostra poca fede ci rattrista.

La grande pietra oscura il mondo. La grande pietra è la superbia. Soltanto con un sorriso di fiducia la grande pietra si frantuma come un niente in frammenti inesistenti. Apri la porta alla fede. Apriamo le porte a Cristo. La tua casa oggi è il cenacolo della risurrezione di Cristo. La tua casa è la basilica dove ogni membro della tua famiglia regna con amore. Ti prego, dona la vita a Cristo nei tuoi figli, nei tuoi amici, in questo mondo scheletrico di fede. Ascolta un minuto ancora, tu sei quel Cristo che oggi vogliamo risorgere a vita nuova, libero da ogni oscurità di peccato, germoglio di santità nella tua casa. Ascolta, si fa giorno ormai. La tua fede splenda in alto come il sole e non sarà mai più sera. Paolo Turturro

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