
Non metto il carro davanti ai buoi.
La legge è sempre dalla parte dei disonesti.
La legge opprime, la legge condanna.
Partire, dicono, è un po’ morire.
Morire al tempo è aprirsi al giorno
che è sempre splendido di luce.
Davanti agli uomini stanno la vita
e la morte, il bene e il male.
A nessuno ha comandato di essere empio
e a nessuno ha dato il permesso di peccare.
Il dominatore di questo mondo
non conosce la vita,
spadroneggia con il potere della superbia.
Dio ha preparato per miseri le grazie del cuore.
Cristo nel vangelo ci esorta:
Io vi dico infatti: Se la vostra giustizia
non supererà quella degli scribi e dei farisei,
non entrerete nel regno dei cieli.
Come entrare con la coscienza
impastata di sterco?
Questo è certo, i tiranni di questo mondo
non possono entrare nel regno dei cieli.
Sono tiranni delle guerre,
sono tiranni del maligno.
Non dire al tuo fratello stupido,
non condannare tuo fratello
al patibolo, non hai l’autorità di farlo.
Nessuno ha avuto il potere
di infliggere la pena di morte.
Abbi il coraggio di scoprire il tuo spirito.
Le aquile, vibrando nel cielo,
ci indicano la strada dell’oltre.
Tu, Signore, sei travolto ancora
nel nostro peccato e nella nostra morte.
Ti fai croce, per risorgere con noi,
oggi, proprio oggi
nel dolore che ci attanaglia.
Dio non fa preferenza a guarire me.
Si fa carne del fanciullo handicappato.
Si fa carne della madre piena
il ventre di cancro.
Si fa carne del padre disoccupato.
Io tendo verso l’alto,
come una pianta che ha sete di cielo.
Si fa carne come un sospiro
che s’innalza nell’alto della misericordia,
come un fremito che non ha confine.
Io finisco sempre per dargli
il mio silenzio,
non capisco proprio nulla
del suo progetto d’amore,
anche Dio è così con me.
Nel silenzio prega il mio corpo,
il mio sangue, il mio affanno,
la mia disperazione.
Sono minuto dinanzi all’insondabile
che mi pesa nel cuore.
Io rabbrividisco dinanzi al governo
che vuole attaccare la magistratura,
la sua indipendenza, la sua autonomia.
Io mi sporco le mani nel fango
delle guerre e dei disastri mentali.
Anch’io porto nel ventre
il seme della profezia, il seme della verità,
il seme che non muore,
dando la vita per difendere l’altro.
Sono presente sulla faccia della terra,
come una pietra caduta
nel pieno della vita
a proteggere gli altri.
Caduto a divenire terra
impastata il sangue nelle fosse dell’odio.
Non sono pietra d’inciampo,
ma pietra viva a costruire
la tua comunità d’amore.
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Paolo Turturro
