Che pazienza!

Dal tramonto del Borgo Vecchio

Tu sbandi nel giudicare, come le ruote di una Ferrari su macchie d’olio.

Il vino ammazza troppo piano e molti hanno troppa fretta di morire.

I tuoi giudizi sono come il fumo che annebbia, come la schiuma di una pozzanghera che inquina, come la polvere che soffoca te stesso.

Il mio corpo, a sera, è troppo stanco per chiedergli ancora qualcosa.

Eppure i momenti più intimi avvengono nella mia stanchezza.

Tu sei corazzato di sospetti.

In te, ancorato di giudizi e preoccupazioni, tutto scivola,

come la pioggia sulle piume d’oca.

Che pazienza per Dio,

quando il suo Spirito viene scivolato a terra, ai tuoi piedi.

E’ l’umiltà profonda di Dio che t’innalza nel firmamento della sua sapienza. Dipax

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