
Sono un uomo che ho imparato
il silenzio nelle mie notti di discernimento,
nelle mie notti impregniate di preghiere.
Io canto nel silenzio,
io cresco nella sua luce.
Mi lascio nutrire dal suo fiato,
nella notte oscura del tormento.
Alla mattina ero un altro uomo,
un uomo preso dal suo sguardo.
Tutti mi abbracciavano,
tutti mi accoglievano.
Ero un uomo che camminava tra la gente.
Ero un uomo sempre sorridente
che assorbiva gli sguardi stanchi della gente.
La mia forza non era un potere.
Ero un uomo inchiodato
al dolore di chi mi incontrava.
Quel mio “si” era l’unica risposta
che donavo a chi aveva bisogno.
Il mio respiro era quello di un profeta,
la mia mano quella di un discepolo di Emmaus,
i miei occhi teneri
come quelli che hanno volontà di amare.
Cammino ancora tra la gente,
come un angelo incantato dagli uomini.
Ora ti invoco come un fiume
che scorre veloce al mare.
Ti invoco, ancora come uno straniero,
pure essendo incandescente
come la luce che mi ha invaso di pace.
Paolo Turturro
