Come un rogo

E busso al tuo ciborio

gelido di marmi,

nessuna fiamma

mi arde il cuore.

La paura è niente.

Solo mi resta il cielo

nella mente.

All’aurora persino

le stelle si spengono.

Chi può dire del tuo invisibile

che diviene nostro sangue?

M’illumino come un rogo

a divenire cenere.

Meglio zoppicare

sulla strada giusta

che correre

sulla strada sbagliata.

Quando si soffre

la miglior medicina

è il lavoro.

Quante cose

chiede il cuore.

Chiede un abbraccio

universale di pace.

Chiede un bacio

a sanare le ferite.

L’ultimo bacio di Klimt

emoziona la mente

di chi vuole amare.

La poesia celebra

il ritorno della bellezza

e della gioia.

Cammino sull’orlo

del baratro,

guardando l’estasi

dei fiori.

Contemplo il mare

e le onde agitate

sulla riva

riposano in pace.

Io non voglio esaminare

il male,

ma, con il mio silenzio,

distruggerlo

fino alle radici.

Molte sconfitte

mi hanno sbocciato

verità profumate di ristoro.

Un sogno dentro un sogno

mi dà la forza

di essere onesto e leale.

Ho il coraggio

di lottare

e di rifugiarmi

dentro menzogne comprate,

come: Giordano Bruno,

don Milani, Davide Maria Turoldo.

Le cose che ho amato

da bambino,

restano nel cuore

fino alla maturità

degli anni.

Camminare aiuta

a volersi bene.

I piccoli passi

raggiungono sempre

la meta.

Ora capisco le onde

del mare

che quiete volevano

dirmi da bambino:

“Va, nuota

e raggiungi l’orizzonte

fino il tramonto

che non finisce mai”.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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