
Quanta memoria nel cuore!
Quanto tempo d’amore nelle mie vene.
Quanti abbracci, piccolo ancora,
correvo a tre anni
verso mio padre che
con le braccia aperte
mi stringeva forte,
forte in quei ricordi di passione.
Mi manca tanto
quel forte respiro
e sentivo il suo fiato
sulle mie guance,
stretto al suo petto.
Due corpi:
un unico animo
vivente di sensi.
Dormivo nel letto grande
assieme a mio padre.
Al mattino presto
io lo spiavo da sotto le lenzuola,
mentre con la croce nel petto
pregava dinanzi al volto di sua moglie.
Io lo spiavo
e lui sapeva
e chiudeva il mattino
stringendomi di forte nel pianto.
E’ inutile
cercare una maniglia nel vuoto
o una vuota conchiglia nel mare.
Lì, in quel letto grande
ho imparato a pregare
dinanzi alle sue lacrime d’aurora.
Un tempo ancora più forte,
con il cuore sospeso
nell’attesa del dolore,
nel correre a sovvenire,
in piazza san Michele,
sua figlia Corsignana.
Quanti ricordi che mi danno pace
e pianto nel cuore.
In poco tempo ho appreso
a pregare e ad amare.
Gridare nel dolore,
gridare nel silenzio
con le sue mani strette
e silenziose con gli angeli.
Tutto è momento,
tutto è sangue
vigoroso di memoria.
Un raggio di ricordi
mi trafigge l’animo
ed è subito cielo.
Paolo Turturro
