Dalle tue lacrime…

Quanta memoria nel cuore!

Quanto tempo d’amore nelle mie vene.

Quanti abbracci, piccolo ancora,

correvo a tre anni

verso mio padre che

con le braccia aperte

mi stringeva forte,

forte in quei ricordi di passione.

Mi manca tanto

quel forte respiro

e sentivo il suo fiato

sulle mie guance,

stretto al suo petto.

Due corpi:

un unico animo

vivente di sensi.

Dormivo nel letto grande

assieme a mio padre.

Al mattino presto

io lo spiavo da sotto le lenzuola,

mentre con la croce nel petto

pregava dinanzi al volto di sua moglie.

Io lo spiavo

e lui sapeva

e chiudeva il mattino

stringendomi di forte nel pianto.

E’ inutile

cercare una maniglia nel vuoto

o una vuota conchiglia nel mare.

Lì, in quel letto grande

ho imparato a pregare

dinanzi alle sue lacrime d’aurora.

Un tempo ancora più forte,

con il cuore sospeso

nell’attesa del dolore,

nel correre a sovvenire,

in piazza san Michele,

sua figlia Corsignana.

Quanti ricordi che mi danno pace

e pianto nel cuore.

In poco tempo ho appreso

a pregare e ad amare.

Gridare nel dolore,

gridare nel silenzio

con le sue mani strette

e silenziose con gli angeli.

Tutto è momento,

tutto è sangue

vigoroso di memoria.

Un raggio di ricordi

mi trafigge l’animo

ed è subito cielo.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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