Dialogo d’amore 28

Noi nasciamo, brilliamo, moriamo

tutti nello stesso cielo.

L’universo è il grembo

per partorire in Dio. 

Io non mi vergogno di morire

sotto la tua croce,

da dove si spalanca in me

il corpo dell’immortalità,

il corpo della Trinità.

Io sono sopravissuto

alla grande persecuzione.

Ho pagato nel cuore

il rogo della condanna.

Mi hai fatto martire

della tua sapienza.

Ora comprendo i tuoi misteri

che mi sveli dentro la tua croce.

Tu che hai gustato

le dolcezze del cielo,

non puoi mescolarti

alle bassezze del maligno.

Ho visto potenti morire di rabbia

e miseri estasiarsi di eterno.

Io sto con lo spirito dei santi

e non con le ossa delle reliquie. Dipax

 

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