Dinanzi al sepolcro

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Dinanzi al sepolcro

Il pianto irrora la vita, come in Maddalena, a scaturire la risurrezione. La croce è la poesia di Dio. In essa scopri la contemplazione dell’assurdo. La croce per gli uomini è l’epifania della violenza, per Cristo è l’epifania dell’amore. Gli empi non sopportano gli sguardi degli innocenti. La liturgia di un processo consacrato di falsità è il frutto della violenza dell’ingiustizia. Ecco l’uomo! (idoù ho ànthropos) E’ il vomito della falsità. Cristo vestito di porpora, come i re di Babilonia, deriso e schernito di volgarità. Ecco l’uomo! Dinanzi al mondo! Ecco l’uomo! Dinanzi ai potenti! Ogni condanna a morte è negare il diritto di esistere. Sulla nostra faccia c’è l’io della superbia. Cristo afferma l’indicibile: Non sono di questo mondo! Se lo fossi reagirei con la vostra stessa violenza.

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