Due dame

In una serata di gala il principe di Villagrazia di Carini invitò tutta la sua nobile discendenza.

Due dame in modo speciale spiccavano nel salone delle danze.

“Vuoi mettere la mia figura con la tua? – esordì impetuosa la prima.

Tu sei goffa e tappa, io invece snella e bella!”.

“Oh, certo – rispose a suo pari l’altra che annoverava scrittori, poeti e filosofi nella sua lunga stirpe.

La vostra – aggiunse, è una discendenza di cavalieri disonesti e di grotteschi cafoni.
Non ha niente a che fare con la mia. Voi vi siete fatti strada con inganni e uccisioni”.

“Non guardare il passato, corresse l’altra. Vedi ora come al cospetto di tutti sono più piacevole e più simpatica di te.
So di non peccare di vanità, dicendo che il denaro mi ha reso molto più affascinante dinanzi agli occhi di tutti.”.

“Cara amica,- concluse quella dama, certo il denaro ti dà potere e forse fascino,
ma non potrai mai paragonarlo all’onestà, che fa d’oro ogni famiglia! Il cuore buono splende più di ogni diamante!”.

L’intelligenza e la bontà sono virtù che resistono al denaro e alla bellezza esteriore. Dipax

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