
Il viaggio di Elia su un carro di fuoco.
Il male non è una entità che va combattuta,
ma un vuoto che va riempito.
Riempire la violenza con l’amore.
Finché non guarito vivo nella solitudine
di una grotta della coscienza.
Ho le ali spezzate, non posso planare.
Forse lo spirito che non ha ali,
può insegnarmi a volare.
Pregare significa fare la volontà di Dio
e non macerare avemarie.
Siamo divenuti scottanti,
come ciottoli in un greto di sabbia,
assolati del sole d’agosto.
Coinvolgo il cuore a operare amore.
Parto dalla mia testa ai piedi dell’altro.
Molti corrono a raggiungere
ciò che non hanno
e rischiano di perdere se stessi.
La legge reclama sicurezza
e l’amore sprigiona dolore.
Elia è sempre in cammino,
come l’uomo che non si ferma mai.
Cammino bruciandomi i piedi,
ora salgo sul carro di Elia.
Brucio tutto, persino il cuore.
Come è difficile procedere
su un carro di fuoco.
Brucio, brucio su questo carro di fuoco.
Brucio e mi accorgo
che non mi consumo mai.
Meglio i piedi scottanti
che il corpo incandescente.
Sono entrato nel roveto ardente.
Sono tutto una fiamma.
La coscienza s’infiamma di verità.
Elia mi incanta,
va sicuro sul carro di fuoco.
Non sono più capace di scendere
da questo carro di fuoco.
E’ proprio vero,
siamo battezzati
in Spirito santo e fuoco.
Paolo Turturro
