Fuori del recinto

Fuori del recinto

Quella è la voce dell’innocenza, senza reticenze e senza ma. Quella è la voce di chi non ha voce. Il buon Pastore ha la voce del silenzio. Una voce che incanta, una voce melodiosa, che appassiona, che sollecita, che interpella a uscire dalla paura, siamo fatti per la gioia. Non è una voce di cerimonia, di quella che ci dice: poi vedremo. E’ la voce della chiarezza che si schiera a donarci la sua vita. Non è una voce di rito, come quella del mercenario a cui non appartengono le pecore. Non è la voce di un’omelia che ci distacca dalla vita. Il buon Pastore è Cristo che capta i nostri drammi, capta i nostri dolori e se li assume su di sé. I tempi di Dio, a volte, sono immediati e veloci; altre volte sono delle rivoluzioni a lunga meta. Si può ascoltare la voce di Dio, fuori del recinto della chiesa? Io ho altre pecore che non provengono da questo recinto, dice Cristo, anche quelle io devo guidare. Milioni di persone, fuori della chiesa, guidate dal suo spirito, guidate dalla sua voce che alita in ogni coscienza. Al di là dei riti è la sua voce. Al di là delle cerimonie è la sua voce. Tutti, guidati da lui, diventeranno un solo gregge, un solo pastore. L’amore del buon Pastore redime tutti i popoli della terra. Ogni nostra lacrima è la voce del buon Pastore. Nessuna lacrima nella voce di Cristo è sprecata. Le nostre preghiere producono meraviglie più in cielo che in terra.

Paolo Turturro

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