
E’ la prima giornata di avvento,
vieni nel deserto del nostro cuore.
Il profeta Isaia ci invita
a spezzare le spade
e farne aratri
e spezzare le lance e farne falci.
Una nazione non alzerà
più la spada contro un’altra.
Non impariamo più
l’arte della guerra.
Camminiamo nella luce del Signore.
San Paolo ci esorta a cambiare vita.
Scrolliamoci dall’odio,
dalla arroganza e da ogni violenza.
Riconciliamo il nostro spirito
con quello di Dio.
Nel vangelo il Signore viene.
Viene nelle nostre case,
viene sulle nostre strade,
viene nel nostro cuore.
Abbiamo bisogno
di una nuova aria di pace.
Vieni, non tardare,
il nostro cuore è fragile,
è debole, vieni stai con noi.
I secoli ti hanno atteso
e sei sceso per donarci la tua pace.
Vieni, Maranathà,
nel deserto del nostro spirito,
a irrorarci di palme e di datteri.
Vieni nel cuore di ogni nostra città
devastata da orrende guerre.
Vieni nella striscia di Gaza
a costruire di pace le nostre case.
Vieni nel deserto delle nostre anime,
così agguerrite di odio e di rancore.
Vieni nel cuore di ogni bimbo
a cullarlo di pace e di caldo affetto.
Vieni, non tardare, a donare serenità
alle nostre menti.
Vieni nel nostro cuore
malato di poca fede.
Vieni nell’animo degli sbandati,
vieni a sollevarci di forza nuova.
Vieni, siamo sicuri nelle tue mani.
Facci conoscere il Padre
e godremo della sua quiete.
Sotto il dominio romano
la vita dei cristiani
non era facile, persecuzioni
e condanne a morte era l’attesa.
Ora attendiamo la gioia.
La nostra fede è profonda,
quanto il tuo cuore.
Noi attendiamo la gioia,
attendiamo la certezza
che tu ci doni largamente.
Siamo tua immagine
e non vogliamo sporcarla
con le nostre superbie.
Siamo in te, sorgente
di acqua zampillante
e pura.
Vieni, siamo in te,
aurora di pace e di tramonto di serenità.
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Paolo Turturro
