I nostri debiti

Meditando il Padre nostro (Pater Hemon)

I nostri debiti, meglio i nostri peccati

La vera tragedia è non essere amati.

Dio ama sempre.

La sua natura è amare.

La mia pelle è vestita di grazia del Signore,

perché abito le pagine del vangelo.

Voglio essere un degno erede del risorto.

Dentro gli occhi dei semplici

c’è tutta la meraviglia della natura.

Io godo dello splendore del Borgo della pace.

No, non vado in allarme continuo.

Nel mio ritmo quotidiano

cammino sereno e creativo.

Voi sapete bene che la mia fantasia

è sempre al potere.

Dio Padre è il cielo

e non è soltanto in cielo.

Quante pergamene sottoterra

ancora da scavare.

Quante lacrime seppellite sui monti,

sui colli, nelle pianure

e nei deserti di ogni cuore.

Quanti spartiti di armonia del creato

non sappiamo ancora leggere.

La natura non ha nessun debito,

se non quelli degli uomini.

Dai debiti nasce la paura.

Il cuore felice palpita segreti

di leggerezza di libertà.

Leggo le piante nel vortice delle loro estasi

e non ho nessun debito con la bellezza..

Cos’è un debito?

Si contrae?

Si commette?

Un debito è un peccato?

Ci rassomiglia, non è un peccato.

Un debito per vivere!

Un debito per mangiare!

Un debito per campare!

Non oltre! Non faccio un debito per apparire!

Non faccio un debito

per vestire mia figlia, come prova da sposa,

nella sua prima comunione.

Un debito è diverso dal peccato.

Noi non abbiamo nessun debito con Dio.

Di peccati però ne abbiamo tanti.

Allora chiediamo di cancellare i nostri peccati;

è la formula più corretta.

Del resto Cristo ci ha riscattati da ogni peccato

con la sua Passione, Morte e Risurrezione.

Siamo preziosi agli occhi suoi,

riscattati con il suo sangue.

Siamo davvero il suo sangue.

Sei mio sangue, non posso perderti.

Felice colpa che ci ha meritati un sì grande redentore!

Paolo Turturro

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