Il nobile e il cameriere

Teresa Rampolla, discepola di padre Revilli, ora animatrice al Borgo Vecchio

Un cameriere premuroso serviva il suo signore con lealtà e con vero affetto familiare.

Il nobile stufo di essere servito, decise di licenziarlo.

Il cameriere lo supplicava di risparmiargli l’affronto di essere buttato in mezzo alla strada, promettendogli la sua ricompensa.

L’altolocato scoppiò a ridere e lo cacciò via.

Dopo un certo tempo, il nobile cadde in disgrazia e non c’era nessuno che nel processo potesse testimoniare la sua innocenza. Un nobile non può rubare!

Si presentò il cameriere, assicurando il giudice dell’onestà del suo padrone, dopo tanti anni di servizio domestico e quello fu assolto.

Poi disse al suo signore: “ Tu quella volta ridesti di me, perché non immaginavi di poter essere salvato da parte mia. Ora hai capito che anche un poveraccio può salvare un ricco.

Amico pensaci, con il mutare delle circostanze e situazioni, anche gli straricchi, caduti in basso, hanno bisogno degli altri per essere salvati. Dipax

Rispondi