Il primo atto d’amore


Lascia che ogni cuore diventi

il tuo cenacolo a effondere conversioni.

Qui la bellezza dello Spirito

non è senza le ali,

anche se sono sull’orlo dell’abisso

che altri hanno scavato

e dove prima o poi precipiteranno dentro.

Ho offerto il mio sacrificio per salvarli.

Sono un giardino fiorito e senza recinto.

Sono un baglio senza mura,

una vigna senza steccato,

una casa senza confini,

un’oasi di tesori, sempre aperto.

Orientato verso l’alto,

non resto fermo a cadere in basso.

Ho nostalgia di seminare;

quando vorrei raccogliere

i frutti attesi dall’animo!

Ho nostalgia dei prati,

per raccogliere erbe officinali,

per liquori dello spirito.

Ho nostalgia di aloe,

per preparare bevande

e creme di salute e di guarigioni.

Non sono un uccello senza ali,

da posarmi nel catrame del male.

Dentro ho un nido,

dove rifugiarmi

e le ali sono sempre pronte per planare.

La speranza attraversa angosce e dolori,

per giungere alla meta.

Liberiamoci dai pesi

che portiamo nel cuore,

è il primo atto d’amore

verso noi stessi.

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Grazie a tutti coloro che ci stanno aiutando. P. Paolo

Paolo Turturro

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