
La nostra fede è un sogno:
un sogno di Dio.
Noi crediamo, Signore,
ma tu aiuta la nostra incredulità.
Ecco ancora una volta:
una vergine concepirà un figlio
e sarà chiamato:
Emmanuele, Dio con noi.
Quando, Signore, sei con noi!
Nelle guerre, nei disastri?
La nostra fede è un sogno!
Ai giovani è stato tolto il futuro.
Il tuo sogno è troppo lontano.
E’ un sogno finito, spento dai prepotenti.
Vuoto senza luci, senza candele,
senza fiammelle.
Ancora una volta il Bambino
nasce in una mangiatoia di rame,
in un gretto di fiume di Gaza.
E’ un sogno la nostra fede!
Mettiamo in fuga l’avversario,
mettiamo in fuga le cattiverie.
Il nostro sogno è fatto di carne.
Da questa nostra società di denaro
mettiamolo in fuga per sempre.
La nostra fede è debole
in confronto al cielo immenso
dove naviga.
Il cielo è troppo lontano,
forse è meglio appendere le cetre.
In quale albero, Signore!
Quando suonerà l’alleluia del cielo!
E’ troppo alto il sospiro dell’universo.
La nostra fede è fatta di cielo.
Nulla può essere distrutta dalla terra.
La terra è vuota senza la carne del cielo.
Lo Spirito del cielo è la nostra fede!
Non gridiamo troppo contro la terra,
il suo sonno è troppo leggero.
La tristezza nasce soltanto dalle pietre.
Dio è dalla mia parte.
Il sogno diventa realtà,
lo Spirito si fa carne.
La risposta è il silenzio,
quando lasci a Dio la tua fede
è il nostro amore.
La risposta è di Dio
quando lasci che i semi germogliano.
Ecco già germogliano
e suoi semi sono frutti.
La nostra fede è fatta
di carne e di cielo.
Non cedere, o uomo,
alle tua incredulità.
Cadere non è un fallimento,
il fallimento è rimanere
dove si è caduti.
Realizza, o uomo, il sogno di Maria!
Tu, o Maria, sei lo Spirito
fatto carne nel tuo grembo,
tu sei per noi quel cielo
disceso nel tuo grembo,
è la terza Parusia del tuo figlio
dentro di noi.
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Paolo Turturro
