Il terremoto delle chiacchiere

O gente semplice, siate i giullari di Dio.

Amate Francesco nelle sue follie d’amore.

Oh! No, non siate frate Formica, che tutto accumula a perdersi nel nulla.

Oh! No, non siate frate Cicala che chiacchiera dall’aurora al tramonto.

Chiacchiera, chiacchiera continuamente ad annoiare la mente e il cuore.

Chiacchiera ad avvelenare le comunità con il suo stesso cicalio.

Quanti frati Cicala ci sono, non solo in convento.

Il primo conserva denaro e si riduce a un avaro a scheletro di carne.

Il secondo taglia lingue sugli altri e mai su se stesso.

Il chiacchierare è un terremoto a dilaniare persone

e a frantumare, dentro e fuori,

casa e convento.

Io ascolto la verità che verrà certamente dai preti beati.

Oh! Maria Turoldo! Oh! Don Tonino Bello!

Io sono certo che la misericordia di Dio

sia superiore al peccato e ogni cattiveria degli uomini.

Dio è così umile che si è fatto peccato,

per assorbire tutti nella sua misericordia.

Dio vuole che siamo come Lui.

Io sono il suo sogno e vedo dove

non si può sapere.

Non ho vergogna di amarti,

come tu sai amare.

Io ho vergogna di un Dio fatto solo a parole,

senza amare le sue creature.

E’ colpa dell’odio non amare.

Io cerco in me ogni spiraglio di pace,

perché in tutti regni la pace.

I fiori mi danno pace nel loro arcano profumo.

Gli alberi germogliano linfa salutare per tutti noi.

Le api corrono su e giù a coniugare la pace!

Nella natura tutto concorda

a vivere nella salute e nell’abbondanza della pace.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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