
Le notti sono squarciate dalla preghiera.
Voglio cercare nelle pietre
le impronte di Dio.
La scienza ha perso Zichichi,
una voce, una parola, un sapere,
una guida, ma non un lampo di luce.
Voglio cercare anch’io nel peccato
la mano del Risorto.
Questa mano che è potenza,
che è forza di rialzarci.
Sulla croce imperano ginocchia spezzate,
piedi forati, cuore lacerato.
Tu carne e ossa sei consumato
nella disgrazia.
Anch’io nell’abisso del buio
cerco una luce che mi illumina di pace.
Anch’io nel vortice della droga
cerco una sensazione
che mi prenda di salvezza.
Cos’è la cultura di Hiroshima?
E’ la nostra disperazione,
è la nostra superbia di orgoglio,
è la nostra mentalità malata di odio.
Nella musica cerco la voce di Dio
e nel silenzio la sua pienezza.
Il mondo vive di originalità.
Sii sempre te stesso,
non cambiare mai.
Il cielo è terso,
ci sono soltanto nuvole a ventaglio.
Il ballo è pieno di sguardi
e non può terminare
se non nell’abbraccio.
Le nostre fantasie concordano
e danno serenità al nostro essere.
Sono nell’agonia del nulla,
tutto mi pesa dentro,
mi pesa persino il cuore.
Come è pesante il vuoto!
Più di un piombo gettato dall’alto.
Questo vuoto pesa
più delle tenebre.
Che destino
a respirare benzina
e a masticare catrame.
Ho strappato raggi all’aurora
e li ho inchiodati
nel mio cuore
a sapere e amare l’infinito.
Se pure la luce
non diventa cenere.
Paolo Turturro
