
Ho avuto la fortuna di riflettere assieme voi solo per alcune volte.
Le meditazioni sono state interessanti e approfondite.
Ciò che è emerso da questi incontri è la volontà di cercare una famiglia per risolvere tanti nostri problemi. Senza un accordo tra genitori e figli ci porta lontani dalla soluzione.
Per questo l’accorato nostro impegno deve essere la ricerca di stare assieme alla nostra quotidiana realtà.
Vi narro un evento che ho vissuto personalmente al borgo della pace.
Gli Universitari Costruttori si impegnavano a costruire
pietra dopo pietra il Borgo della pace.
Una settimana sono scesi due giovani di Milano. Affannati e contenti volevano ripetere ancora un’altra settimana. Contentissimi di fare un’altra settimana. IL CAPO campo negò la possibilità.
Al che risposi di seguirli come far parte della nostra famiglia Dipingi la pace. Giovanni si manifestava contro la sua famiglia :” Io li odio, non sono la mia famiglia”.
Venne il giorno della partenza. Giovanni, di domenica, faceva il turno di prendere l’acqua alla sorgente,”La Favorita”. Restò tutto solo. Dato il ritardo, alle undici di domenica andai assieme alla mia scorta sul luogo della sorgente. Giovanni si trovava su una roccia circa 15 metri alta.
Dissi gridando: “Giovanni, se non riesci a scendere, salgono due della mia scorta a prenderti. Non l’avessi mai detto. Lui si gettò a piombo da quella roccia. Io chiusi gli occhi. Sentii nella confusione una voce:”Tanto non succede nulla”. Subito chiesi alla mia scorta l’intervento dell’eli soccorso. Venne dopo un’ora. Lo presero da dentro la roccia e lo portarono a Villa Sofia.
Tornato al Borgo della pace telefonai ai genitori:”Venite subito a Palermo. Vostro figlio sta male”.
L’indomani andai a Villa Sofia. Chiesi a un infermiere dove era Giovanni. Mi suggerirono subito il luogo esatto.
Entrai con cautela e vidi con mia grande sorpresa che era seduto pieno di sangue sul letto. Chiesi che voleva fare. Lui rispose:”Volevo suicidarmi”. “A casa mia, risposi”.
E lui, ho sentito una voce strana. “Tanto non ti succederà nulla”.
Nel fra tempo arrivarono i genitori. Non vi dico la commozione e gli abbracci. Il vero miracolo fu la conversione del figlio verso i genitori. “ Mi mancate, mi mancate tanto”. Si strinsero finché
non li separai. Giovanni, poi dissi:” Io odio i miei genitori, e ora…..
