Io credo

Senza l’Eucarestia sono in crisi. Sono nella menopausa dello Spirito.

Vivo nel collasso di Cristo. Stanotte è stata anemica. Nelle fibre del troppo patire si rischia la follia. Io preferisco la mia follia d’amore. Tutto mi ha preso e tutto di Lui io sono. Saldo nella fede, nella mente e nello spirito. Io credo al miracolo dello spirito. Tutto può il nostro spirito. In Lui tutto è amore, è essenza divina. Io credo che nel suo corpo, nel corpo incarnato di Cristo, gettato su un patibolo di cranio, ci sia il mio e tutti quelli dei campi di concentramento di ogni tempo, tutti quelli massacrati da guerre sulla terra. Io credo che nelle sue mani inchiodati e sempre aperte ci siano tutte le sofferenze dei secoli. Io credo che nei suoi sguardi ci siano tutti i secoli della tenerezza di ogni madre, di ogni sposa, di ogni uomo e di ogni figlio e figlia. Io credo che nei suoi occhi ci siano secoli e secoli di pensiero. Io credo che l’unico suo sudario sulla croce è la sua stola lunga  secoli di abbracci. Io credo che nei suoi piedi inchiodati, ci siano tutti i passi liberi di ogni sognatore, di ogni poeta, di ogni umile, di ogni santo e di ogni angelo.

Io credo che nel suo cuore ci siamo sposati tutti insieme: buoni e cattivi, onesti e delinquenti, giusti e disonesti. I primi a santificarsi, i secondi a purificarsi. Io credo che l’unica casa di Dio sia il suo costato: arca della vera alleanza, arca di ogni giubileo santo, arca del vero convito d’amore.

Io credo che nel suo corpo risorto, straordinario e ineffabile a capire, ci siamo tutti noi: secoli di tempo e secoli di eterno, secoli di patire e secoli di  gioia, secoli di attesa e secoli di speranza concreti; secoli che giungono soltanto dall’avvenire di Dio.

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