
A me piace ascoltare i maestri,
io che non sono altro che un discepolo.
Sarò testimone della verità,
solo appena verserò il mio sangue:
sarò testimone della vita.
C’è tempo per elevarsi in alto,
quella che non finisce mai.
La fioritura dei nostri pensieri
è il piacere che resta nella vita.
Non seguiamo processioni
con il feretro dei santi.
I santi sono aldilà delle nostre azioni.
La loro testimonianza è fatta di spirito.
Oltre vola lo spirito che non si riposa
e mai si corrompe.
Io sto nell’abisso che spinge verso l’alto.
Nei miei sogni, nell’abisso scende un’aquila
a svegliarmi di ascendere in alto.
Nulla posso, sono sempre nell’abisso del pensare.
Quante volte sono sceso e salito,
quante volte l’aquila, la mia volontà,
mi ha alzato le mie ali,
per uscire da questo buio estenuante.
Il pensare è il buio estenuante della mia esistenza.
Cos’è questa volontà, se non quella melodia,
fatta di alti pentagrammi.
Sono pentagrammi che l’uomo superbo
non percepisce. E’ sordo all’alto.
Si inabissa subito nel niente.
Provano i governi a tambureggiare l’armonia,
resta solo il boato del nulla.
E’ un’armonia lo Spirito,
seguo i ritmi solitari della sua sinfonia.
Nessuno può entrare nell’etere.
Siamo fatti di carne,
attendiamo di essere di Spirito.
Siamo fatti di leggi.
La legge non rispetta i sentimenti,
tuttavia anche la legge ha un cuore.
Le legge purtroppo è nata
solo per difendere i ladri.
La legge è frutto del peccato,
solo i malvagi la comprendono.
Nello Spirito non abita la legge,
nello spirito siamo fatti di amore.
Paolo Turturro
