
Siamo alla fine dell’anno liturgico.
San Paolo ci esorta a ringraziare
con gioia il Signore,
perché il Padre ci ha reso capaci
di partecipare alla sorte dei santi
nella luce. Ci ha liberati dal potere
delle tenebre, per immergerci
nella luce divina.
Gesù viene beffeggiato
dai farisei: “Se tu sei il figlio di Dio,
scendi dalla croce.
Ha salvato gli altri,
ora salva se stesso.”
Anche sulla croce viene beffeggiato
e insultato da un condannato.
Gli risponde l’amico:” Non hai nessun
timore di Dio, tu che sei condannato
alla stessa pena. Noi, giustamente,
perché riceviamo quello che abbiamo meritato
per le nostre azioni,
egli invece non ha fatto nulla di male”.
Gesù gli risponde:” Oggi stesso
sarai con me in paradiso”.
Beato lui, nella condanna
trova la salvezza.
Ti ringrazio per il pane condiviso
nelle nostre mense.
Ti ringrazio per la meraviglia
dei dieci lebbrosi.
Sono lebbroso anch’io
e non ti ho ringraziato
per essere stato guarito.
Ti ringrazio perché vediamo
di nuovo la fede nel nostro cammino,
così buio e fitto da non vedere nulla.
Ti ringrazio per il buon samaritano,
pestato e deluso dalla gente
e ora soccorso e beato di guarigione.
Ti ringrazio perché mi hai fatto
scendere dall’albero della mia superbia
e ora abbracciato
e gioioso come Zaccheo.
Ti ringrazio, perché mi hai gettato
nella piscina di Siloe a gustare
la gioia della salvezza.
Ti ringrazio, perché i miei giorni
così devastati, ora sono nelle tue mani
benedette e spezzate di amore.
Ci sono giorni che non passano mai
e tu mi hai dato la spinta a procedere.
Io faccio ciò che voglio
e nessuno mai mi chiederà di più.
Sono sconvolto dinanzi a tante bufere.
Sono sconvolto,
dove tu mi vieni a trovare.
Lì, mentre soffoco
e quasi affogo, tu vieni.
Vieni e con delicatezza mi sussurri:
“Coraggio, sono io, non avere paura!”
La paura scompare dal cuore
ma le catene mi legano ancora le gambe.
Tutti noi gridiamo nell’impossibile
dei nostri sogni:
“Signore, sei proprio tu!”
No, non ti chiedo di camminare sulle acque.
Il vento della massoneria è ancora più forte
e io ho paura, Signore, di affogare
ancora nella loro ingiustizia.
Finisce bene chi si affida al Signore.
E’ finito l’anno e sono nelle tue mani
a lodarti e ringraziarti
per l’immenso tuo amore.
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Paolo Turturro
