
Le processioni e le reliquie ci allontanano da Dio.
Sono le reliquie le nostre passioni,
le nostre devozioni e ci separano da Cristo.
Lontano è Dio da un osso di cenere.
Dio è luce, Dio è amore, Dio è spirito.
Io non ho mai visto un osso della sua passione.
La mia fiamma di credere
è appesa al legno del sua croce.
Fiamma ardente, fiamma che arde e non si vede.
Sul legno della croce io credo di vincere il mondo,
come l’uomo di Galilea
che proclamò nel suo patire
il suo progetto d’amore per tutte le genti.
Non una religione
ma un progetto di ut unum sint.
Che nessuno si perda nel cuore di Cristo.
Lasciamo alla morte le nostre passioni,
le nostre basse devozioni.
Lo spirito ci apre alla sua vera identità.
Tutto è possibile contemplare
negli occhi della croce.
Signore, quanto tempo perso nelle processioni!
Quanto tempo oscuro è senza Dio.
Io credo alla tua Parola,
io credo di essere battezzato
in Spirito santo e fuoco,
e non in anima e corpo.
Non vivo nel deserto dell’indifferenza,
vivo nel giardino, dove esplode la vita.
Godo nel cammino dei boschi,
delle ginestre, delle querce
e dei licheni che mi rinfrescano il cuore.
Mi sazio di rabbia a contemplare
la striscia di Gaza
e delle altre terre massacrate dall’odio.
Ho la bocca incendiata,
non posso ringraziarti con l’inquietudine.
Mi sento generoso, come l’acqua
che disseta e purifica.
I nostri giorni sono contati,
voglio viverli al meglio,
al meglio della giustizia,
al meglio della lealtà,
al meglio dei valori
che fanno crescere, nel silenzio,
l’umanità, corpo di Cristo.
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Paolo Turturro
