
Mi immergo nella natura
a cogliere fiori profumati
e donarli ai miei sogni.
La mia voce va a conoscere
le delizie dell’universo
sempre pronto a svegliare
altri sogni che emigrano
nell’immenso,
voci connesse
che svelano
altri mondi che gli occhi
non sanno ancora
navigare l’invisibile.
Anche qui,
nell’eremo del cuore,
consacro l’epiclesi
del pane e del vino
a infuocare l’immenso
di verità divina.
Non voglio altro
che Cristo
non sa cosa vuole?
In questo immenso deserto
del cielo anche i santi
sono umili
per evitare l’orgoglio
e con le loro ali
raggiungono la saggezza
che solo gli angeli conoscono.
Sacra storia è Cristo
in questi banchi immacolati
dell’universo.
Neanche questa sfera celeste
conosce i suoi misteri.
Cristo consacra
in questo deserto assetato
le sue mani
e il suo petto ardenti
a divenire raggi di luce
in questo abisso ancora
vuoto di sacro.
L’universo è niente
dinnanzi al fuoco incandescente
del suo volere.
Mani, petto e cuore
consacrati sull’altare
dell’epiclesi del suo amore.
Paolo Turturro
