Lettera dal Borgo della pace Dipingi la pace e Sorgente della speranza. 19.04.2013

L’incontro con P. Ribaudo per i Piccoli della pace, i laici consacrati, prevede la presenza del gruppo di Palermo, del gruppo di Misilmeri, Baucina, dei volontari del Borgo Vecchio., il 21 aprile alle ore 17,00 a seguire la s. Messa. Ringraziamo Salvatore Ruggiano di Messina, Franza Speranza di Messina, Olga Mondello di Messina, Sofia Francesco di Messina, Dicesare Antonio di Roma, Lidia di Villabate,(Pa).

 

Mostra d’arte e di solidarietà.

 

La S.V. è invitata il 20 aprile alle ore 20,00 presso la Biblioteca Comunale di Piazza della Regione - Villabate – Pa. -  per l’inaugurazione della Mostra d’arte di P. Paolo Turturro. Le opere esposte servono per realizzare i progetti di Carità dell’associazione Dipingi la pace che opera dal 1983 a Palermo e nei paesi dintorno. La mostra resterà aperta dal 20 al 27 Aprile, negli orari di apertura della Biblioteca Comunale. Grazie per la sua partecipazione viva e solidale. Lectio divina presso la famiglia di Marina ed Enea, il 27 aprile ore 17,30. Commenteremo il profeta Isaia. P. Paolo ha incontrato il gruppo Comunità di s. Lucia di Messina. Grazie a Rosario e Grazia la lectio divina e la s. Messa. A cena si sono uniti con noi le suore Cappuccine di Giampilieri.

 

 

Scendi.

 

Scendi dalla testa al cuore. Scendi dalla ragione all’amore. Istituzionalizzare la fede in un rito senz’anima, in un sacramento chiuso è stato il rischio della chiesa lungo i secoli. Siamo troppo stanchi di essere sterili. Le forze telluriche del cielo ci sollevano nella luce. Per ossigenarci d’infinito abbiamo bisogno di montagne d’acqua dello Spirito. Le lamiere di vette innevate ci tagliano dentro chirurgie spirituali, squarciando lo spirito rinchiuso in una fede fetida. Il silenzio della luce mi avvolge d’incanto. L’ermeneutica della fede è la luce. Attaccarsi al denaro ti precipita nel buio del non essere. Fidarsi del denaro si rischia di uccidere il Vangelo. Io non so se la musica è luce. So soltanto che mi apre orizzonti di discernimento. Nei nostri riti sterili c’è la morte della pietà. Il silenzio non è vuoto. Entra e ascolta sinfonie di voci. Entra e ascolta secoli di intuizioni e di speranze.

 

Entra e ascolta i torrenti delle speranze di miliardi di viventi e di secoli di universi e senza sapere scendi dalla testa al cuore. Entra e ascolta e scendi dalla ragione all’amore. E’ un viaggio la vita. E’ un cammino dentro e non soltanto nei passi della polvere, non soltanto nei passi del tempo. Entra e ascolta i salmi della natura. Non zappare la polvere dell’odio. Dentro di te c’è la biblioteca dello spirito. Scendi dal volere capire con la tua testa al dono gratuito dell’amore divino. Dio che è spirito di sapienza e che comprende tutti per te, per noi è incomprensibile. Non ho dimenticato le dittature che hanno tentato di annientare lo spirito. Non ho dimenticato le ingiustizie lunghe secoli di toghe per distruggere la fede di ogni sogno. Non ho dimenticato i roghi, i canti della giustizia di chi sotto la ghigliottina gridava la libertà. Non perforarti nell’odio il tuo cervello. Non troverai proprio niente per darti una ragione a fare il male.

 

Non so come tu, o Cristo, sei entrato dentro di me. Non so come io sia ritornato all’origine. Non so chi ti ha seminato dentro di me. Per farmi nascere dentro mi hai gettato manciate di sale sulle mie ferite aperte. Non mi ha sporcato lo sterco delle menzogne. Non mangio la polvere dei tuoi passi zeppi di fango e di stanchezza. Non vivo nell’utopia, ut – opie, in un non – luogo. Io abito nell’eut-opie, in un buon- luogo. Nel luogo dello spirito. Non ingombro la mente e il cuore di teleschermi, di fiction e di talismano. La nostra società è malata dalla testa ai piedi. Non abita neppure in un campo di ortiche. “Sono qui non per odiare insieme, ma per amare insieme” (Antigone di Sofocle). Io abito Dio. Ora io posso parlare di Lui. Mi ha sedotto mille volte. Mi ha fatto nascere e morire mille altre tante volte.

 

Mi ha crocifisso e mi ha risorto. Mi ha reso giovane e vecchio in uno stesso giorno. Mi ha reso chiaro e palese. Non mi nasconde per non farmi vedere. In Lui sono chiaro come un universo, chiaro come il sole, chiaro come l’acqua. Io posso parlare di Lui con tutti gli accenti e tutti i sentimenti che nascono non solo dai nostri sensi. Io lo conosco e Lui mi ha fatto nuovo come al principio della creazione. E’ un pazzo ad amare la terra e tutti i suoi viventi. Proprio Lui è sceso dalla testa al cuore. Dal cielo alla terra. Proprio Lui è sceso dalla ragione della sua sapienza al nostro povero amore. Proprio Lui è il viatico che scende dalla bocca all’abisso del nostro ventre. Proprio Lui è il primo immigrato dal cielo alla terra. Proprio Lui è la bellezza che ha abbracciato la nostra bruttezza. Volete di più? Proprio Lui si è fatto carne persino in una turpe morte, la Croce.

 

Proprio Lui, è l’uscita di sicurezza dalla morte alla vita. Vuoi proprio di più? Non senti la letizia del cuore, di essere amato proprio da Lui, l’infinito amore dell’eterno? Senti, a me basta questo sogno. Senti, mi sono svegliato e mi sono trovato abbracciato da Dio. Vuoi proprio di più. Non ti accorgi che le sue lacrime, quelle divine, stanno scorrendo non solo sul tuo capo effuso di Spirito santo, proprio ora dentro di te? Mille candele accese non fanno un sogno. A volte una sola fiamma accesa nel buio delle galassie delle tenebre ti spalanca di fulgore. Scendi dalla testa al cuore. Scendi dalla ragione all’amore. Ti capiterà, come a tanti, di trovarti all’improvviso sereno e tranquillo. Io non so perché ho sposato questa pazzia.

 

E’ l’unica pazzia da fare. Per questa pazzia d’amore divino non ci sono ospedali psichiatrici. Lo so, sei fuori di testa. Lo so, sei nell’e-stasi. Non ci resta altro che attende che tutto il nostro corpo sia pregno di questa spirituale metastasi. Grido anch’io nella notte dell’attesa:” Sentinella, quanto resta della notte?”. Per giungere all’infinito c’è da scendere dalla testa del tempo allo spazio libero dell’amore misericordioso e divino. Per ora scendo dalla testa al mio cuore. Per ora scendo dalla mia minuta ragione alla ragione dell’amore divino. Planare l’anima in un viaggio impossibile. Il volo è lungo. Tuttavia non faccio fatica. C’è sempre un gabbiano a navigare con me. Vi svelo il segreto: “Mi sono affidato alle ali dell’infinito”.

 

Paolo Turturro.

 

 

200 milioni di disoccupati di Francesco Lo Dico.

 

La crisi continua a mietere vittime in quantità industriale. Ammonta ormai a 200 milioni, la gigantesca messe di disoccupati nel mondo. Un’ascesa perenne che dovrebbe innalzare il tutto di altre dieci milioni di unità nei prossimi cinque anni, avverte l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo). La più grande fucina di miseria della storia, avverte l’Ilo, è purtroppo l’Europa dell’austerity che produce effetti devastanti su crescita e occupazione. E in particolare, all’interno di un meccanismo comunitario infernale, l’Italia fa da padrona grazie a un’impennata dei contratti “gratta e vinci”. «Nella Ue, il totale dei lavoratori part-time rispetto a tutti gli occupati è salito dell’1,7% tra il secondo trimestre del 2007 e il secondo trimestre del 2012, con un aumento dello 0,4% solo nell’ultimo anno. In Irlanda la quota di lavoratori part-time è salita del 5,7%, mentre si è registrato un aumento tra il 3 e il 4% in Austria, Cipro e Italia», annota l’Organizzazione internazionale per il lavoro.

 

Lungi dall’essere alle spalle, la crisi continua a fare da locomotiva del disastro. Basti guardare, annota l’Ilo, ai dati del 2012, che rispetto all’anno precedente riportano 4,2 milioni di disoccupati in più per un totale di oltre 197,3 milioni ed un tasso di disoccupazione del 5,9%. A cinque anni dallo scoppio del bubbone di Wall Street, la pestilenza finanziaria vale oggi 28 milioni di vittime, cui vanno aggiunte d’ufficio 39 milioni di persone che hanno smesso di cercare un lavoro semplicemente perché non ce n’è (sono i famigerati Neet, Not in education, employment or training). A fronte di un tiepidissimo aumento della produzione previsto per il 2014, i disoccupati aumenteranno di 5,1 milioni nel 2013, e di altri 3 milioni nel 2014.

 

Molto interessanti le osservazioni che l’Ilo dedica ai Paesi che hanno tentato di invertire il trend. Quelli che hanno contrastato la piaga con terapie occupazionali ad hoc, lo hanno fatto a spese della qualità del lavoro, notevolmente peggiorata, ai danni della sicurezza, con una proliferazione di forme contrattuali volatili, e al costo di retribuzioni infime che hanno portato milioni di lavoratori a rasentare o discendere del tutto la soglia di povertà. La corsa al ribasso prodotta e promossa dalla globalizzazione, insomma, non è la terapia ma il veleno.

 

Colpa della crisi, ma non solo, sottolinea l’Ilo. C’è anche un divario sempre più incolmabile tra formazione e mondo del lavoro, che mostra tutta la sua profonda contraddizione nell’ambito dell’impiego giovanile. Il direttore generale dell’Ilo, Guy Ryder vede nella mancanza di prospettive per i giovani uno degli aspetti più disperanti della crisi. Tra gli over 24, i disoccupati ammontano ormai a 74 milioni, che corrisponde a un tasso di disoccupazione del 12,6%. I Paesi industrializzati vedono dunque sconfitto un modello di sviluppo incrinato dalla crisi, ma sostanzialmente inadatto, al di là delle congiunture economiche sfavorevoli, a garantire la convergenza tra studi e possibilità occupazionali. È il 35% dei ragazzi, ormai, a esser fuori dal mercato del lavoro da più di sei mesi.

 

E l’Ilo sottolinea perciò che in cima a ogni agenda politica responsabile, il tema del lavoro debba essere la «priorità tra le priorità». Ryder parla di un «dramma umano di dimensioni inaccettabili» che minaccia oltretutto la stabilità sociale. Continuare a sacrificare posti di lavoro sull’altare della stabilità monetaria è una scelta insensata. Eppure ce lo chiede, ce lo continua a chiedere l’Europa. Peggiore di un’economia senza moneta, c’è solo una moneta senza economia.