Lo sconosciuto

Lo sconosciuto di Emmaus

L’apparenza non è altro

che scardinare la bilancia

del nostro carattere.

E’ facile lasciarsi andare,

è amare il fascino

della nostra dissoluzione.

L’amore è senza misura,

l’ultimo tentativo

è scardinare il male

con l’amore.

Mi sento alla deriva,

è l’ultimo passaggio

per annientare il vuoto.

Ormai sono un albero sradicato

e offro le mie radici al cielo.

Ho compreso che il mio fallimento,

altro non è che amore.

Senza misura è

la mia passione,

senza tempo è la mia debolezza.

Mi offro al cielo

cosi come sono:

fragile, debole

e sclerotico

di mente e di cuore.

Sono anch’io fuggito ad Emmaus.

Sulla strada si avvicinò

uno sconosciuto, con il volto

scoperto ad annunciarmi

la sua passione.

Era lui che mi apriva

il cuore alla Parola.

Tremavo, tremavo di passione.

Mi diceva:

“Non bisognava che soffrisse

atroci tormenti, ricordi,

come tutti i profeti,

come tutti gli uomini”.

Il mio spirito oscillava

di paura, tanto

da collassarmi a terra.

Era lui il risorto

che cercavo, lui proprio

che mal andava nel tempo,

come tutti noi.

Lui, lo sconosciuto di Emmaus.

Ora scomparso dagli occhi

ma pieno il cuore di grazia.

Infiammato il petto

procedevo ardente

nelle sue vene

a cercare il fiato

della sua agonia,

per vivere per sempre

risorto con Lui.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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