L’uomo e la macchina

In fondo fantasticare è facile, atterrare è difficile.

Un tempo, quello che faceva l’uomo, ora è una macchina a farlo, senza sudore.

La macchina però non è mai contenta del suo lavoro, anzi è difficile, quando si rompe, accontentarla.

Così oggi continua a rubare mestiere agli uomini.

E’ inutile e impossibile trasformare la macchina in uomo.

I robot sono senz’anima, come certi padroni a cervelli di soldi.

Chi sfrutta nel lavoro, non muta le sue abitudini d’ingranaggi.

Gira e rigira ruote a raccogliere il frutto del lavoro degli altri

e lo mette in serbo per sé.

Amico, non muta, come la macchina,

chi sfrutta a sangue la fatica sugli altri. Dipax

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