Mia cara Alda Merini

Mi dicevi: “A quello che dicono gli altri occorre credere, ma non sempre. Il bel tempo si vede dopo la tempesta”.

Vi svelo un segreto.

Nella mia vita ho convissuto con un’amica favolosa: si chiama “Parola” incarnata dentro me, come il sangue, come il respiro, come l’anima.

Non posso fare a meno di lei. Se lo facessi, ella stessa sarebbe la mia decisione.

Mi ha insegnato che quello che conta, è non avere nessun nemico.

Mi hai insegnato a vivere con l’arte e la poesia.

Mi abbracciasti, carissima Alda, sul letto del Canto del Cigno.

Mi dicesti: “ A Pasqua, il parroco di qua sotto mi ha buttato fuori di chiesa”.  “Una pazza, mi disse il prelato, non può stare qua dentro”.

Oggi tu vieni a trovarmi in casa. Ecco questo è il letto del mio amore. No, non voglio fare l’amore con te. Sappi però che questo è il luogo, dove ho fatto l’amore con i miei versi e qui davvero voglio morire. Fammi morire d’amore, proprio qui, con il Canto del Cigno”.

Sublime testamento mi hai donato, ancora scritto nella carne del mio cuore, o carissima Alda Merini. Dipax.

 

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