Non mi arredo di tempo

I Piccoli della pace in un’agape fraterna

Io sono affascinato dagli opposti che si attraggono. Soffro tanto per la sterilità del tuo spirito, se pure la fertilità mi dona letizia. Io sogno nel mondo e non sono mai fuori del suo tempo. Le guerre e le pazzie del possesso della terra mi attanagliano di amarezza ma non sono mai una luce a pila scarica. Il santo è seminudo in terra. Egli è come un dattero di mare, cocciuto a rompersi e dolce ad assaporarlo. Non c’è rimedio alla superbia, se non fallire nell’emarginazione. Anche la gramigna crea prati densi di riposo. Non mi arrendo al male.

Sono una sentinella attenta all’aurora della speranza. Io sono capace di lottare, come uno che si vuole suicidare e si rialza nella caduta a vivere. Sappi che la fertilità spirituale viene dall’alto. Ai piedi del tabernacolo mi ricarico, tanto da bruciarmi come l’oro nel crogiolo. Sono sedotto dallo spirito ad amare chi impera ingiustizie. Lo Spirito del Risorto converte senza sacramenti e senza il nostro dire. Nell’eucaristia ho l’energia di soffocare la tua depressione. Nel vangelo non mi arredo di tempo, mi vesto e m’incanto di cielo. Dipax

Rispondi