Non serpenti, ma ammonizioni

“Perché ci avete fatto salire dall’Egitto

per farci morire in questo deserto”?

Qui non c’è pane, non c’è acqua

e tutti qui moriamo di fame.

Nessuno accetta la condizione umana,

tutti la rifiutiamo e c’è in noi, dentro di noi,

la condizione di essere eterni.

Il Signore non manda serpenti

come punizione, ma solo come una riflessione.

Le nostre sofferenze sono frutto di rifiuto

e non di condanna.

Cristo Gesù pur essendo nella condizione

di Dio, non ritenne un privilegio

l’essere come Dio,

ma svuotò se stesso

assumendo una condizione di servo,

divenendo simile agli uomini.

Condizione di servo fino alla morte

e fino alla morte di croce.

Nel vangelo Cristo ci invita a guardare la croce:

“Bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo,

perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna”.

Noi siamo salvati per mezzo della sua sapienza,

accettata come croce per donarci la salvezza.

La croce santa è solo un mezzo per raggiungere la grazia.

La vera conversione avverrà in cielo.

Chi può, sulla terra,

con-vertere totalmente in Dio?

Noi parliamo con la bocca

e mentiamo con la lingua.

E’ Dio a scendere nell’uomo

o l’uomo a salire in Dio?

La scala di Giacobbe

è sempre un mistero.

Io ero nel baratro

e sono stato strattonato dai capelli

ad ascendere in cielo.

Il cuore è minuto a riempirsi di Dio.

La mente barcolla

a meditare l’infinito.

Esci dalle tenebre dell’ignoranza,

è morta la mente che non sa.

Tronca la radice del tempo,

effimera è la sua sicurezza.

E’ sabbia la clessidra

del cuore che non ama.

Gli empi s’iniettano

veleno di pensieri,

respirano come statue d’oro,

hanno narici senza alito

e fiato di vita.

Io, qui, respiro tutto l’infinito

del bello, del vero

e del buono che c’è.

La croce santa per noi,

è solo un mezzo per raggiungere la felicità.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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