Ora benedico

“Ora benedico non solo l’acqua per voi, Piccoli della Pace, ma tutta questa mia vita. Ora benedico non solo il mio pianto, gli sguardi smarriti e desolati di tanti amici con le mani stressate di ossa e di sigarette. Qui non è un tempo di declino dello spirito, lo spirito qui si tempera  di Vangelo. C’è sempre in me una piccola vena di Cristo, che mi inebria di grazie. Ho trovato la mia vocazione, una specie di fede dentro l’anima, nel cuore, nel corpo; una fede che mieto negli occhi degli altri, nei paesaggi che non vedo, nella natura come religione. Io non capisco da dove mi viene tale passione. Io ritraggo i sogni delle parabole seminate nei prati delle cose  di ogni uomo, nei colli di ogni aurora, nei contadini a coltivare campi di patate. Ho le mie mani troppo nodose, le dita troppo ossute, gli occhi troppo sognatori. Io, per tutta la vita, non cerco una tecnica per salvarmi ma l’anima che cresce e sospira in ogni cosa. Ho lasciato la cattedra delle sacrestie, per sedermi sui troni dei monti, sugli scogli all’orizzonte di ogni mare”.

 

Benedico ciò che sento. Benedico ciò che tanti non vedono. Benedico ciò che è mio e non mio. Benedico il senso di me stesso che certo è ormai fulmineo a passare. Io credo che la materia non sia contro lo spirito. Io mangio i girasoli come versi; mangio gli affreschi come poemi; mangio la musica come note di cielo. Nell’eucaristia, nel soffitto di questa mia stanza, vivo tutta questa passione che rassomiglia alla passione, morte e risurrezione di Cristo. Ora benedico con il mio cuore e non solo con le mie mani. Sorrido con gli occhi senza parlare e mi chiedo da dove mi viene tanta passione. Non posso negare che  tutto ciò mi viene da Cristo. Benedico il giorno e la sua luce. Benedico il cielo e la sua pioggia. Benedico e non sono fuori dall’altare di Cristo. Benedico chi mi cerca. Mi sembra Cristo stesso che bussa al mio cuore.

 

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