
Ascoltate questo, voi che calpestate il povero
e sterminate gli umili del paese, voi dite quando verrà il giorno
per imbrogliare e vendere con bilance false?
E’ la nostra normale situazione.
Molti corrono sui cellulari per fare soldi.
Corrono sui giochi d’azzardo
per vincere la fortuna.
Vendiamo lo scarto come nuovo
e nutriamo i poveri con il resto che ci rimane
da buttare, tutto questo è illecito.
Diamo lo scarto dei cibi ad associazioni
di beneficenza e diamo le bevande scadute come nuove.
La quercia chiese al mandorlo:”Parlami di Dio!”.
E il mandorlo fiorì bellezza, come la natura provvede.
Il cipresso assetato di cielo chiese alle nubi: “Com’è il cielo?”.
Dall’alto tuonò una voce a irrorare di pioggia querce, cipressi e abeti.
“Noi che siamo morti al peccato, come potremmo ancora vivere nel peccato?” (Rm 6,2). Il creato è il DNA della sua grazia.
Il corpo chiese all’anima: “Dove sei?”.
E l’anima lo baciò di aurora.
Sono le nostre lacrime a scendere e a schiarire dall’alto
per concepire la creazione della vera grazia.
Come dire preghiere per tutti gli uomini,
politici e imprenditori disonesti, perché il Signore
vuole che tutti siano salvi?
No, non è possibile servire due padroni.
Non posso nascondere i miei imbrogli
e le mie nefandezze, non posso zappare,
non posso mendicare, mi vergogno.
So io cosa fare:”Imbroglierò carte e decreti,
nessuno potrà sapere dei miei affari!”.
No, non è possibile servire la rettitudine
e la nefandezza.
Non potete servire Dio e la ricchezza.
Le nostre chiese sono segno di potenza e di ricchezza.
I nostri vescovi sono espressioni di gloria umana e di opulenza.
Come riuscire a pulire tutta questa sporcizia?
Come tornare a lodare il Signore
con l’umiltà della vita? Con il cuore pentito e umiliato?
Nessun servitore può servire due padroni,
perché o odierò l’uno e amerà l’altro
oppure si affezionerà all’uno
e disprezzerà l’altro.
I cristiani amano la bontà, la realtà,
la giustizia e non possiamo chiedere
con giochi televisivi il denaro
che ci proviene da affari sporchi.
Ritorniamo a san Francesco,
ritorniamo ai nostri fondatori,
ritorniamo ai nostri santi,
senza processioni di ossa.
Ritorniamo al vangelo,
ritorniamo a Cristo
che ci fa puliti e santi.
Paolo Turturro
