Salmodiare

Non lasciarmi solo a salmodiare

le mie paure.

In questa notte a soffrire

le tenebre buie della luna.

I brividi dei suoi raggi

mi attanagliano di morte.

Ho lasciato i miei amici,

andando via con le mie spalle

ai loro occhi

e i miei gonfi e lacrimanti

di dolori.

Come una donna soffre

nel partorire un figlio,

così noi, nella morte,

partoriamo l’eterno,

sentendo, entro di noi,

l’atroce sentenza

nelle nostre vene.

Nessuno sa cosa vediamo,

sappiamo soltanto

che è un mistero

che noi non conosciamo,

ma con la voglia negli occhi

di sapere.

Non voglio essere un pittore

che sporca le tele,

imbrattando colori.

Sono Van Gogh

a contorcere i raggi di luce

a vortice di sole.

Oramai, fratello, che soffri,

mancano pochi istanti alle tre

del tuo pomeriggio.

Scomparirà

quella luce tenebrosa

e la vera luce tornerà a splendere

nei tuoi occhi velati ancora

di pianto.

E’ già Pasqua

e le tenebre sono in fuga

a svelare il sole che sorge.

Paolo Turturro

www.dipingilapace.it

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