
L’umiltà è la fonte della saggezza.
Ai miti Dio rivela i suoi segreti.
Non c’è rimedio alla misera condizione del superbo,
perché in lui è radicata
la pianta del male.
Nei prati camminiamo nella gioia.
La neve solca i monti di neve.
I rami degli alberi
sono violacei di ghiaccio.
Dorme l’inverno
nelle vene della terra.
Anche il silenzio
è indulgente al riposo.
Il cuore sapiente medita il silenzio,
per arricchirsi delle virtù.
Solo tu cristiano che vivi di fede,
non sei indulgente
con te stesso e con gli altri.
E’ un male irreparabile.
Non rifiutare i peccatori
perché Cristo si fa peccatore per te.
Perdonare è la medicina dell’amore.
Ci emozioniamo nei pellegrinaggi
nei vari santuari
e non ci infochiamo
nel nostro cuore che si nutre
del Corpo e del Sangue di Cristo.
Non c’è bisogno di andare lontano,
il tuo cuore è il santuario di Cristo.
Noi cristiani siamo freddi,
perché non ci avviciniamo
al fuoco dello Spirito.
Ci capita la sventura
di nutrirci di Dio,
solo come un pane da masticare.
L’umiltà di Cristo
è rimanere
nella solitudine dei tabernacoli,
adorato di notte soltanto dai sorci.
Io sono un suo buon compagno,
l’adoro dentro di me
in Spirito e Verità.
La notte sono con lui
e vivo di grazie.
Vi rivelo di più:
il mio cuore è il suo tabernacolo
e dentro noi due ci scialiamo di gioia.
In un matrimonio non invitare
persone importanti.
Vedi fanno a gare a scarponi
per i primi posti.
Tu resta impassibile.
Resta al tuo posto,
l’ultimo per la gioia.
Non sia come colui che si sente dire:
“Cedigli il posto”.
Allora dovrai vergognarti
ad occupare l’ultimo posto.
Invita nella tua mensa poveri, zoppi,
ciechi, e sarai beato,
perché non hanno da ricambiarti.
C’è più gioia nel donare che nel ricevere.
Il mio cuore è vivo di grazie,
è alimentato da Cristo.
Paolo Turturro
