Serena

a cura di Giuseppe Fiore

Serena Williams, The Queen

Una Voce per l’Africa

 

 

Soprannominata “The Queen” (“La Regina”), Serena Williams è ampiamente riconosciuta come la migliore tennista di tutti i tempi, grazie alla sua forza fisica e mentale, ai suoi potenti colpi da fondo campo e al miglior servizio del circuito. È diventata la n. 1 del mondo per la prima volta l’8 luglio 2002. Con un monte premi in denaro di oltre 80 milioni di dollari è la tennista ad aver guadagnato di più nel corso della storia di questo sport. Tra i numerosi successi ottenuti in singolare si possono contare 23 titoli dei tornei del Grande Terza nella classifica all-time di settimane passate da n. 1 del mondo  è però al primo posto per settimane consecutive da migliore in graduatoria (186, al pari di Steffi Graf).

 

                                   Serena Williams non è solo la tennista numero uno al mondo ma ha dimostrato di primeggiare anche in quanto a solidarietà.

                                   Ha partecipato alla South Beach Quarter Marathon, una mini maratona di cinquemila metri piani che si è corsa come ogni anno a Miami Beach, organizzata per supportare la  Serena Williams Foundation che raccoglie fondi a favore delle vittime di crimini e violenza.

Appena un anno dopo essere stata in Kenya per inaugurare a Matooni la “Serena Williams Secondary School”, la regina del tennis mondiale (nella foto) è tornata nel Paese africano per proseguire la sua iniziativa umanitaria. Ha inaugurato  la “Wee Secondary School” a Makueni, nel Kenya orientale, che dista circa cinquanta chilometri dalla prima.

 

Si è impegnata a verificare anche i progressi della scuola di Matooni ed ha tenuto uno stage di tennis con gli alunni di entrambi gli istituti. Ken Mbwaya, direttttore manageriale per l’Africa dell’est per la Hewlet Packard’s (che ha fornito computer e strumenti informatici alle scuole), ha dichiarato che la campionessa americana “è stata davvero colpita dalle condizioni dei bambini di queste zone dove il 62% della popolazione vive in assoluta povertà e dove l’educazione dei giovani può diventare il settore più importante sul quale investire”.

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