So leggere il cuore

Le tante preghiere che innalzano al Signore, per me, le sento dentro e non mi fanno scoraggiare. Vedo con gli occhi dello Spirito le persone che non ci sono più. La mia risposta al male è un’esplosione di accettazione e di perdono. Sono ribelle, perché non mi fermano gli ostacoli. Se fossi morto, mi avrebbero già liberato. Non mi fermo mai, la mia meta è il cielo.

Tu che leggi il cuore: guarda questa mia notte, senza uscita verso l’aurora. Forse non sai più leggere il cuore? Tu che leggi il cuore? Non ce la faccio più. Tu sai quando arriva il mio collasso, vieni in mio aiuto: Signore, forse non sai più leggere il cuore? Tu che leggi il cuore: guarda quante angosce sopporto dentro, perché non ti muovi a pietà? Forse non sai più leggere il cuore? Tu che leggi il cuore: sono in ginocchio dinanzi ai Tuoi raggi di acqua e di sangue, di battesimo e di passione, mostrami un piccolo segno della Tua presenza, della Tua promessa: “Affidati a me e io ti darò la mia pace; io farò il resto”. Quando Signore? Sia fatta la tua volontà che è meglio della mia. Tu che leggi il cuore: l’ansia mi travolge, il cuore non regge più, cado, se Tu, Signore, non mi sostieni. Perché, Signore, sei così lontano da me? Che ti ha fatto il mio povero cuore, che altro non sa che amare? Tu che non sai leggere il male, leggi il mio cuore. Cosa vuoi ancora da me? Tutto ti ho dato. Tutto sono tuo. Mi resta solo la debolezza. Vuoi anche questa? Eccola, Signore! Tu non vuoi che io perda persino la fede. Anche il mio cuore non permette. Non voglio perderti, Signore. Tu che leggi il cuore: non so più leggere il mio. Allora leggilo Tu e colmalo quando e come vuoi Tu. Grazie, Signore Gesù, della tua Parola silenziosa, quasi non detta. “Sai, Paolo, anch’io ho tanto sofferto. Anche il mio cuore tremava. Messo alla prova dai capi dei farisei e sadducei, anch’io ho gridato al Padre: “Tu che leggi il cuore, non mi abbandonare. Padre, sia fatta la tua volontà”.

“Caro Paolo, so leggere ancora il cuore: ciò che ami, l’amo anch’io. Ciò che soffri, soffro anch’io. L’ansia che ti prende ogni notte, l’ho conosciuta anch’io, sotto il manto delle stelle, senza tempie, senza  guanciale, senza letto. Un cuore non conosciuto, non amato. So leggere il tuo cuore, perché so leggere il mio. So leggere il tuo cuore, perché il tuo cuore è mio”.

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