
Nasce da un incontro di preghiera. Ogni martedì il clero di Palermo si radunava per un momento di incontro.
Gli anziani sacerdoti sempre pronti a criticare, salutavano P. Puglisi che arrivava sempre in ritardo, chiamandolo lento, furbo e ritardatario. Poi gli stessi nel giorno della sua beatificazione, lo applaudivano e lo glorificavano fortemente. E’ la vera contraddizione di chi crede di salvare la propria dignità di monsignore.
Tante volte P. Puglisi mi chiedeva: “Come hai fatto a realizzare un scuola a Borgo vecchio, con centro sociale
Dipingi la pace?”. Gli risposi amaramente:”Devi cercare un terreno o un palazzo comunale libero da impegni”. Quel palazzo era gestito dai Graviano, ma comunale. P. Puglisi raccolse più di 1000 firme per utilizzare quel palazzo e farne una scuola.
L’ira di un consigliere comunale fu enorme.
La scuola che voleva P. Puglisi venne realizzata dopo tanti anni del suo martirio.
L’altro impegno fu chiarire il possesso delle
confraternite. Era la festa di san Gaetano. Radunò i con fratelli di san Gaetano e disse loro che non voleva una processione tradizionale, ma un movimento religioso con ragazzi e fedeli. Fu un danno vistoso, quello della scuola e della processione libera dalla statua di san Gaetano. Due processioni: la prima quella della statua, presa da una parrocchia vicina. L’altra il movimento dei ragazzi e del fedeli. In totale contraddizione. L’altro impegno fu realizzare un campo sportivo per i ragazzi. Mi chiese consigli su come gestire quel gruppo di ragazzi volonterosi di giocare a pallone e liberi di andare da amici e da persone mafiose. Mise delle regole ben precise: onesti nel gioco e fedeli alla preghiera. Un ragazzo più grande fu chiamato a seguire il calcetto. Fu un disastro. Il padre del ragazzo lo ammonì, proibendolo di seguire P. Puglisi. Fu la fine del calcetto, ma un inizio di un nuovo cammino.
P. Paolo Turturro
