Sono cieco, Signore

                    Non ti vedo nei pastrocchi dei riti domenicali.
Sono cieco, Signore!
Non ti vedo nella burocrazia delle istituzioni
che opprimono la dignità dell’uomo.
Sono cieco, Signore!
Non ti vedo nelle abitudini mute dei sacramenti,
celebriamo riti sordi e morti.
Sono cieco, Signore!
Non ti vedo nelle vene otturate della fede.
Sono cieco, Signore!
Ho perso la bellezza della fede
e ho tanta nostalgia della tua Parola.
Ho tanta nostalgia di vederti!
Versami il tuo calice
a infiammarmi di grazia, Signore!
Sono cieco, non vedi?
Su quale albero posso salire per vederti, Signore?
Sei proprio tu,
ancora tu ad alzare il tuo sguardo su di me.
Si, sei proprio tu a cercarmi
per riacquistare la vista della fede.
Signore, tante volte ho sbattuto la faccia
sul muro falso della gente.
Ho timore che il cielo sia come la terra.
La terra è arida
e il cielo non parla.
Ho nostalgia del candore del vangelo.
Ho nostalgia della sapienza dei profeti.
Ho nostalgia di vederti, Signore.
Il mio grido fa crollare le mura di Gerico.
Cadono a pezzi le tradizioni popolari,
cadono a pezzi le credenze generate dal denaro.
Non è utile la fede al guadagno.
Grido, urlo alla pietà.
Grido, urlo al cielo.
Ascoltami, il buio è fitto da impaurire la notte.
E Tu: “Che vuoi che io ti faccia!”.
“Ridonami la vista della fede,
e ti rivedrò, Signore!”.
Stanotte, i tuoi occhi sono cielo
e mi arde dentro il tuo amore. Dipax

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