
Dinanzi al crepaccio di sabbia
Sono dinanzi alle onde che corrompono
case, strade e cimiteri.
La croce forse si salva.
Quella della terra cade,
quella del Galileo ci salva per sempre.
Sono dinanzi alle onde
profondo disordine di mente.
In questo mare di lamiere
cerco te inaccettabile luce.
Come mettere ordine
in questo disordine mentale?
Il fardello più pesante
siamo noi stessi.
Mascherare la vita con un sorriso
è rompere la pace che è lontano
dal nostro stesso sorriso.
Le mie parole sono sassi
lanciati nella cristalleria di anime belle
che le suore guidano
con denaro ragazze nobili
di posizione e di rango.
“O Signore, tu ci hai fatti per te,
e il nostro cuore è inquieto
finché non riposa in te”. Sant’Agostino
Io cerco qualcosa oltre
che mi quieta per sempre.
Signore, la pazienza forse
è il dono che ci manca?
Pazienza per il tuo silenzio!
Pazienza per le cose che non comprendiamo!
Pazienza per il nostro dolore!
Pazienza per i tuoi ritardi!
Pazienza per le tue assenze!
Eppure tu semini con pazienza.
Chi è più paziente di te?
Tu semini le stagione della nostra vita
e ci fai attendere l’avvicendarsi
delle piogge e del sole.
Attendere è la vita che ci spetta.
Attendere è l’amore che ci nutre di altro.
Attendere oltre le nostre fragili stagioni.
Se vuoi la pace, alzati presto
alla mattina e ammira l’aurora.
La tua gioia sarà una stilla di rugiada
che il sole disperde,
poi ritorna il giorno di sudore e di fatica.
Mi sono liberato di tutto,
di disporre di tutto, di decidere di tutto.
Io sono uno che si perde anche nell’amore.
Mi tuffo anche di notte,
per assaporare l’arcobaleno della pace.
Vorrei che il tempo finisse
per gustare il giorno che non conosco.
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Paolo Turturro
