
Mosè porta tutto il popolo
in una landa di deserto.
La gente si ribella e protesta.
Ci ha portati qui nel deserto,
mangiavamo carne cipolle a volontà.
Mosè risponde con veemenza.
Batte forte sulla roccia che sorga
acqua zampillante. Il popolo resta
allibito,meravigliato della sorgente
scaturita dalla roccia.
Quella sorgente è simbolo
dell’acqua zampillante
di Colui che sazia tutti
nella misericordia.
Cristo si riposa presso il pozzo
di Giacobbe, nel solleone
scende una donna a prelevare
secchi di acqua. Tutta sola.
Cristo chiede dell’acqua fresca,
E’ ben alto il sole e si suda
da morire, è l’occasione buona
per smuovere la donna.
Dammi dell’acqua, grazie
perché si suda.
Tu chiedi dell’acqua a me
e non sai che non puoi parlare
con una donna sola qui
al pozzo d Giacobbe?
Donna, se tu sapessi,
io ti darei un’acqua zampillante
e non verresti più a prendere con fatica.
Dammi allora di questa acqua.
Prima vai in paese e torna con tuo marito.
Io non ho marito,risponde la donna.
Hai detto bene, risponde Gesù.
La donna fugge in paese e racconta
tutto l’accaduto,
Ci vuol poco a conoscere
una donna di mal costume.
Gli abitanti gridano:
noi oggi crediamo non per il fatto
che tu ci hai raccontato,
noi crediamo in lui.
Quante riflessioni sull’acqua.
Acqua di fango, sulla striscia di Gaza.
Lotta per l’acqua a pagamento,
acqua che si butta al mare.
Acqua manca per irrigare limoni,
uva e verdure.
Dighe stracolme d’acqua
e buttata al mare.
Che disastro, non siamo capace
di custodire il bene più prezioso
che alimenta la nostra vita.
Paolo Turturro
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