Splendor mundi

L’arte splende, la chiesa opulenta fallisce. Mi sono spinto fin sulle sponde dell’abisso spirituale. Vincent Van Gogh dipinge corpi usati di donne. Mi ribello alla sua pazzia, anche se mi rassomiglia. Il maligno abbaia di continuo ma non canterà mai la vita. Io corro sulla via di Damasco, cadrò a terra a colpi di fulmini. Scrivo con il sangue del mio dolore e gli avviliti mi comprendono. Spesso faccio la comunione a nome di tutti i miserabili. Sono dipendente dallo spirito e mi connetto con chi soffre. Scrivo passioni che dentro non hanno proprio niente di morte. Il mio stesso pensare m’inquieta. Immaginate voi! A Damasco t’incontrerò, Signore e sarò cieco e le squame della terra cadranno a vedere il cielo. Ho attraversato Sodoma e Gomorra e Napoli e Palermo non comprendono ancora nulla dei martiri. Sono ancora incatenate dalla paura della mafia. Incontrerò sulla strada di Gerico qualche buon samaritano a ridonarci il coraggio della vista.

I martiri spezzano le catene del sangue. Palermo ritornerà “Splendor mundi”. Dipax

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