
Chi ha lavorato con sapienza,
con scienza e con successo
dovrà lasciare tutto
e viaggiare oltre il tempo.
I giorni dell’uomo sono tutti dolori,
e fastidi penosi;
neppure di notte il suo cuore riposa.
Dietro ogni sofferenza
c’è sempre un’esplosione di grazie.
Dentro ogni lacrima
c’è un paradiso infinito.
Dentro ogni gemito
c’è una sinfonia celestiale.
San Paolo ci ammonisce:
cercate le cose di lassù.
Fate morire ciò che appartiene alla terra.
Cristo ci poteva redimere
con la grazia o con la croce?
Se fossimo rimasti nella grazia,
vana sarebbe stata la croce.
Noi invece siamo nell’abisso
dei baratri più profondi della terra,
per questo Cristo
è sceso, come Buon pastore,
a sollevarci con le sue braccia di croce.
Dentro il suo patibolo,
c’è tutta la sua divina eternità.
Caro Giobbe,
Dio ci dà il bene e non il male.
La volontà di Dio
è donarci la forza di sopportare
calunnie, malattie e condanne.
Dio Padre non ha dato a suo figlio la croce.
Siamo stati noi a piombarla sulle sue spalle.
Distinguiamo:
la grazia appartiene a Dio,
la croce agli uomini.
“Ti adoro, o Cristo, mia Croce – risurrezione,
per un rapporto immortale con Te”.
Ogni altare, ogni chiesa
deve essere tessuto di resurrezione.
Oggi ho fatto l’amore con Dio
e sono divenuto divino.
Stolto, questa notte stessa
ti sarà richiesta la tua vita.
E quello che hai preparato di chi sarà?
Io voglio arricchirmi di Dio,
la grazia perenne della mia vita.
Sono ricco di Dio, vivo oltre il tempo.
Paolo Turturro
