Il cuore è una fornace

Pisside eucaristica, dono di A. Lo Piccolo

Forse l’eternità è dentro il tempo che noi perdiamo.

Forse l’immortalità è dentro la speranza che noi spezziamo.

Io navigo in cadenze fragili di pensieri.

Nulla mi è chiaro, se pure la luce illumina.

La mia vita è un convento di meditazioni.

Troppe celle da conoscere, non giungerò mai alla fine.

Troppe volte ho rifiutato il mio spirito, per non sentirmi obbligato ad ascoltarlo.

Io non credo di essere malato d’animo, se ho guarito persino la mia mente.

Qualcuno nei miei occhi resta estasiato, perché le mie pupille hanno custodito Dio, il suo volto e il suo corpo glorioso.

Eppure io so che tante volte ho tradito Cristo. Solo allora i miei occhi sono rimasti bui e nessuno ha potuto vedere la luce.

Sono così spoglio e nudo di luce da confondermi con la notte. A volte sono soltanto tenebra.

Ho camminato tanto, ho cercato tanto sulla via di Emmaus ma tu non c’eri. Ho avuto paura di non trovarti, perché troppe volte mi sono ribellato alla tua sapienza.

Ti ho cercato fino a quando il tuo silenzio è divenuto Parola. Ti ho seguito con l’unica certezza del tuo sangue sparso sulle mie pietre.

In te io ho conosciuto il rosso del martirio, che tuttora m’infiamma a elevarmi in estasi.

Mi è sembrato che tu giocassi a nascondino, mentre tu eri in cima al grande deserto dei miei pensieri. Ho sedotto la tua carne, finché tu hai ceduto al mio povero amore.

Ti ho tradotto in tante pagine che nessuno vuole leggere.

Sono nudo di carne e tu, come uno cerbiatto, mi hai spiato a coprire la mia nudità.

Ora il cuore è una fornace a cuocere pane di eucaristia, nell’apostolato del silenzio. Dipax

 

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