Un gioco politico

Un signore dell’amministrazione lavorava nello stesso posto assieme a un villano di quartiere, che camuffava le carte, intorbidiva i progetti, calpestava la dignità di ogni persona che accedeva in ufficio.

Mosso da vendetta chiese aiuto al suo assessore. Questi gli rispose che non poteva far nulla per lui, se non si fosse iscritto al suo partito.

Quel signore acconsentì a tutte le sue richieste.

Allora l’assessore a nome del richiedente massacrò quel compagno d’ufficio, infangandolo di menzogne ma poi condusse il nuovo iscritto al suo partito e lo legò alla macchina disonesta della sua mangiatoia.

Attento amico, molti che vogliono favori, mossi da un cieco impulso d’ira, per vendicarsi dei propri nemici, si precipitano sotto il gioco nefasto degli altri, più potente e più pesante del primo. Dipax

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