Un respiro

Un nome non è un valore

da mettere nella cassaforte.

A volte per salvare ciò che ami,

devi sacrificare ciò che è inutile in te.

In queste cloache di guerre

abbiamo bisogno di un respiro di pace.

Scendi in mezzo a noi

e salvaci da questo massacro di fango.

Bambini che dormono in mezzo ai liquami!

Sono un corpo che ha bisogno di te.

Bisogno di pace!

Bisogno di quiete!

Nessuno sostituisce Dio,

non un prete, non un vescovo,

non un papa, neanche un cristiano.

Cristo non impone,

non condanna, ma testimonia

e consola di affetto.

Siamo provocatori di pace,

appariamo folli agli occhi della gente,

non siamo folli agli occhi di Dio.

Voglio agire con gli occhi dei risorti

e non con l’anima dei stipendiati.

Voglio annunciare Cristo

con la mia mente.

Quando desidero qualcosa,

tutto l’universo cospira a realizzarlo.

Io offro la mia vita per testimonianza.

La mia parola non resta nella bocca,

ma esce a costruire pace,

esce a illuminare la gente,

esce a dar giustizia agli oppressi.

Cristo si è fatto strada,

perché ognuno di noi

possa incontrare il Padre.

Non voglio che Cristo

piangesse la mia chiusura di cuore.

Io vivo nella cattedrale del silenzio.

In me arrivano pellegrini di tutto il mondo.

Pellegrini che cercano pace,

pellegrini che cercano pane,

pellegrini che cercano acqua,

pellegrini che cercano il senso della vita.

Io sono aperto a scardinare

ogni chiusura di mente.

Sono libero da mettere paura

a chi è ottuso e sclerotico di cuore.

Qui dono ogni grazia

che nessun tempio contiene,

che nessuna chiesa dona.

Son seguace di Colui

che agisce liberamente.

Seguo la logica di Dio,

come Maria che dona la vita

a un bimbo inaspettato,

come Giuseppe che non sciupa

ciò che Dio propone.

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Paolo Turturro

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