Una notte diversa

 Frate Lupo è colui che non ama

Il pericolo, a volte, viene dal cielo. Quanti cacciabombardieri hanno massacrato paesi e città, chiese e quartieri, case e grattacieli. Chi spera costruisce, chi odia distrugge. Che pazzia il mondo! Meno male che c’è la natura a farci sempre nuovi. Il cieco non può dire che il sole non esiste solo perché non lo vede; ma se fa più attenzione al suo corpo, si renderà conto del calore che lo investe. Coltivando le virtù, sarai caldo di Dio e proprio tu lo vedrai, proprio dentro il tuo calore. Io dissento dagli empi e mi schiero sempre con i deboli.  E’ la mia continua lotta e tutti noi possiamo guarire dal cancro delle armi. Il mio spirito ha un’agenda di tanti impegni: commentare e meditare soprattutto ciò che è di Gesù Cristo. Inizierò quando mi infiammerà lo Spirito. Tra gli angeli e i santi non c’è un vertice di maggioranza. Siamo tutti dentro l’Alfa e l’Omega del Creatore che non ha scritto leggi su pietre, per essere testardi come sassi. Questa cella non mi appartiene, è oltre il cielo. Anche questo tempo è di Dio. Sono stato chiamato nella beatitudine di Cristo accanto a un pazzo. E’ arduo equilibrare le sue follie che vanno dal pianto alle alte pressioni; dalle volgarità agli ossessionanti canti napoletani; dagli schizzi di vomito nauseabondi a gesti volgari. Una bolgia di sentimenti che mandano in tilt corpo, mente e nervi. Eppure, con la preghiera ci tento, anche se  i risultati sono minimi e insufficienti. Il progetto di santificazione dei “Piccoli della Pace” non verrà meno, perché alimentato dall’abbandono in Dio, dal patire e da una costante preghiera. Sono l’uomo che ben conosce il patire. Alle due di notte, c’è un subbuglio. Il mio compagno, sopra il letto a castello, ha collassi. Dopo mezz’ora scende dal medico. Dalle due di notte alle quattro a vegliarlo tra pianti e rabbia. Il giusto cosa può fare quando le fondamenta sono in totale rovina? Il cervello oppresso da omicidi è sballottato da colpe e da rimorsi. Eppure, dopo tanto sforzo, non tremo. Tanto sopporto il patire da essere il leone dello spirito. Ma, nonostante tutto, non so nemmeno fuggire. Sono così forte da sostenerlo e consolarlo. Si calma. Tutti noi nei drammi abbiamo una scorta di potenza. Ecco, stanotte Signore, come ogni notte di questo straordinario tempo, io ti offro questo tempo santo.  Questa notte appartiene a Te. Non ho sogni sbagliati. Non potete immaginare quanta fatica e quanto sudore di lacrime fa Cristo per amarci e

convertirci. Qui non credo proprio di esserci arrivato per caso, dato che ogni notte, ogni giorno, Cristo mi stupisce con le sue meraviglie. La chiamata: “Eccomi”, che tutti conoscete sul mio volto è una realtà concreta, terribile; è un “eccomi”  a fiumi mesopotamici. Non potete immaginare come questo luogo diventi chiesa e come una finestra sbarrata diventi un affresco, dove i santi e gli angeli si riuniscono a pregare con noi, con me nel profondo del mio nulla. La notte dell’adorazione è diversa da quelle di ogni incubo. E’ la notte dell’amore di Dio.

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