Uscire da Emmaus

Come arginare il dolore? Come fermare una tempesta?

Come arginare un maremoto?

Come arginare una menzogna? Risposta non c’è, ma forse il silenzio, chi lo sa.

Il silenzio è lo scudo che rinfrange ogni strale di cattiveria.

La notte non ha strali per combattere. Resistiamo, ecco la nuova resistenza: uscire dai giornali per non incatramarsi di odio. La società del benessere si veste di scemenze e per far ridere cogita parolacce e volgarità. Rende persino il corpo, non solo delle donne, una merce da vendere. Sono stanco delle dive dalle facce cremate. Sono nauseato dei tatuaggi e delle unghie a leoni pittate. Non ti bastano i jeans strappati, vuoi camminare con le mutande sgarrate? Usciamo dalle discoteche sudate di alcol e di droghe. Usciamo dalla notte dei piaceri virtuali. Usciamo da Emmaus, ribellandoci all’ignoranza. La non conoscenza ci rende bestie. Nel giudicare gli altri, da te stesso ti condanni di vergogna. Mi indigno alle scemenze degli idoli dell’ignoranza collettiva. Mi indigno ai luoghi comuni che abbrutiscono l’animo. Stanotte ho dialogato con Oriana Fallaci. Mi ha regalato la sua penna. E’ piena ancora di inchiostro di coscienza. Non la ricorderò soltanto con le sue frasi dolenti. Io sarò la sua parola, sarò la parola di don Milani, sarò la parola di don Mazzolari. Prima che il mondo scoppi di idiozie, io concimerò i giornali di sdegno e di vergogna.

Usciamo da Emmaus, il risorto ci spiega le sacre scritture dell’anima, ciò che è sacro a ogni uomo, ciò che appartiene a tutta l’Umanità. Ogni mattina apri gli occhi della tua coscienza e io ti stillerò gocce quotidiane di verità. Non mancare domani. Dipax

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